Alunna delle elementari scopre una nuova molecola chimica

11/06/2012

Uno tra i metodi visivamente più interessanti ed interattivi per insegnare (ed imparare) la chimica è attraverso i famosi modelli a sfere e bastoncini, dove le prime rappresentano gli atomi e i secondi i legami. Grazie a questi kit, assimilabili per certi versi ai mattoncini Lego, è possibile ricostruire le molecole tridimensionalmente e spiegarne/comprenderne con maggiore efficacia le varie proprietà. Se nel nostro paese, nella maggior parte dei casi, gli studenti entrano in contatto con questo pratico strumento solo nei primi anni delle facoltà scientifiche, negli Stati Uniti i bambini cominciano a "giocarci" sin dalle elementari, con risultati didattici davvero sorprendenti.

La notizia che giunge da una scuola del Missouri, la Border Star Montessori School di Kansas City, ha davvero dell'incredibile, sebbene sia stata condita e romanzata dai giornali e telegiornali per amplificarne la penetrazione mediatica. Clara Lazen, una bambina al quinto anno, ha realizzato con uno di questi kit ed inconsapevolmente -alcuni asseriscono il contrario- una molecola composta da atomi di ossigeno, carbonio e azoto sconosciuta alla scienza, chiamata successivamente dagli esperti "tetranitratossicarbonio" e formalmente riconosciuta come tetrakis (nitratoxycarbon) methane.

Terminato il lavoro la bambina ha proposto il modello al suo insegnante Kenneth Boehr, che, incuriosito dalla struttura particolare, ha deciso di inviarne una foto al proprio amico professor Robert Zoellner, docente di Chimica computazionale presso la Humboldt State University. Non potendo dare una risposta immediata a Boehr, Zoellner ha inserito la molecola in un database informatico che contiene tutta la letteratura chimica dal 1904 ad oggi, scoprendo con grande stupore che essa era totalmente sconosciuta. Solo una rivista scientifica aveva in passato proposto qualcosa di molto simile ma con una disposizione atomica differente.

A questo punto della storia nasce la "leggenda metropolitana" -diffusa anche in Italia- che porrebbe il tetranitratossicarbonio alla base di nuove frontiere per le energie rinnovabili, potendo accumulare ed immagazzinare "stabilmente" energia. Nulla di più falso poiché la molecola -non ancora sintetizzata in laboratorio- secondo gli esperti sarebbe termicamente instabile e si prevede ad alto potenziale esplosivo. Uno dei composti con la struttura più simile è, infatti, nientemeno che l'1,2,3-trinitrossipropano (nomenclatura Iupac) scoperto nel 1847 dal chimico italiano Ascanio Sobrero, composto comunemente noto col nome di Nitroglicerina e alla base della dinamite.

Clara Lazen ha dunque sì scoperto una nuova molecola e meritato la citazione come co-autrice (assieme al suo insegnate) nell'articolo scientifico su Computational and Theoretical Chemistry firmato da Robert Zoellner, ma probabilmente in futuro verrà ricordata come l'involontaria scopritrice di un nuovo esplosivo e non come l'infante geniale che ha gettato nuove basi per il futuro dell'energia rinnovabile, come alcuni media hanno lasciato intendere. (Fonte:Articolotre.com)