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L'evento è terminato il 19/11/2011
24 - 26 settembre 2013

WATERMED è l'area espositiva, nell'ambito di CHEM-MED 2011, riservata a macchinari, tecnologie e strumentazione per i processi di trattamento, la distribuzione, l’engineering delle acque e dei reflui.
Dopo il positivo esordio all’interno di ZeroEmission Rome 2009, WATERMED 2011 è stato ricollocata all’interno del grande evento internazionale della chimica, CHEM-MED. L’acqua, infatti, è innanzitutto un elemento chimico e gli strumenti e le tecnologie utilizzate in questo settore appartengono anche alla chimica analitica e all’ingegneria ambientale, comparti che rappresentano parte integrante dell’evento CHEM-MED. La collocazione a Milano, inoltre, garantisce a WATERMED un’elevata visibilità e la possibilità per tutto il settore di mostrare l’eccellenza italiana in un palcoscenico internazionale.
I macro settori espositivi dell’edizione milanese di WATERMED 2011 sono:
Oltre all’area espositiva, WATERMED 2011 proporrà una strutturata e qualificata sezione congressuale, con il coinvolgimento di rappresentanti di università, enti di ricerca, istituzioni, associazioni e dell’industria, che offrirà a società, professionisti, scienziati e tecnici provenienti da tutti i settori delle tecnologie per l’acqua una grande opportunità di formazione e aggiornamento.
Nell’ambito di WATERMED verranno inoltre affrontati temi quali la gestione delle risorse idriche, l'analisi e il trattamento delle acque reflue civili e industriali, le sfide che ci attendono in futuro in tema di desertificazione dei territori, il crescente numero di persone che non hanno accesso alle risorse idriche, con lo scopo di prospettare soluzioni per il futuro anche in vista di EXPO 2015.
Infine, l’Italia ha ben 7.500 km di coste che affacciano su una risorsa vitale, con notevoli potenzialità di sviluppo di grandi impianti di desalinizzazione (attualmente nel mondo ve ne sono circa 15.000, distribuiti in 120 Stati diversi, per una produzione totale di circa 30 miliardi di litri d’acqua di mare desalinizzata al giorno). Tali impianti permetterebbero di rispondere a una parte delle necessità idriche per gli anni a venire, scongiurando il rischio che l’acqua diventi sempre più un business e non un diritto essenziale per la vita umana, come recita la Dichiarazione Universale dei diritti umani.